Chi Siamo
FRLD — Fashion Recycling Lab Design — nasce durante il lockdown, quasi per necessità, tra capi dimenticati, tessuti recuperati e la voglia di creare partendo da ciò che già esisteva.
Dietro al brand ci sono Federico Firoldi e Matteo Maria Liuzzi: studi artistici per il primo, interior design per il secondo, poi un lungo percorso comune nel visual merchandising per grandi multinazionali del fast fashion. È proprio quella esperienza — fatta di quantità, vestibilità, taglie e clientela esigente — ad averli convinti che si potesse fare qualcosa di radicalmente diverso. Il laboratorio ha sede a Roma.
Ogni capo è cucito a mano da Federico, senza cartamodelli e senza laboratori esterni. Non è produzione: è artigianato puro. Un approccio che affonda le radici nella sua esperienza come costumista, dove ogni errore, ogni tentativo e ogni ripensamento sono diventati la base su cui costruisce oggi le sue creazioni.
Il processo creativo di FRLD parte sempre dal materiale, non da un progetto. Capi usati, tessuti fallati, tende, lenzuola, coperte, tovaglie: tutto può diventare abbigliamento. I materiali vengono recuperati anche collaborando con associazioni benefiche e onlus, svuotando magazzini di capi che altrimenti non avrebbero destinazione. I pezzi invenduti vengono smontati e ricostruiti attraverso nuovi processi di re-upcycling. Nulla si spreca davvero.
Le collezioni — CORE, SCRAMBLE, SPLICE e TEXTUM — esplorano linguaggi diversi ma condividono la stessa logica: destrutturare, ricostruire, lasciare spazio all'imprevisto. Asimmetrie, cuciture irregolari, materiali incompatibili non sono difetti da correggere: sono l'identità del pezzo. Ogni capo porta tracce della propria vita precedente e proprio lì trova il suo carattere.
L'estetica di FRLD affonda le radici nella moda degli anni '80 e '90 — nei suoi volumi, nelle sue contraddizioni — e in riferimenti come Margiela, Galliano e Vivienne Westwood. Un immaginario che non viene citato, ma metabolizzato e trasformato attraverso materiali di recupero e costruzioni sartoriali uniche.
FRLD non ha taglie e non ha genere. I volumi sono regolabili, le silhouette fluide, le costruzioni pensate per adattarsi a persone diverse senza perdere carattere. Il cliente ideale? La persona curiosa — artisti, musicisti, chi vuole costruire la propria identità attraverso ciò che indossa. Chi entra in contatto con FRLD non compra solo un capo: scopre un progetto, una visione, un modo diverso di intendere la moda.
La sostenibilità non è un'estetica di comunicazione: è il modo reale in cui lavoriamo ogni giorno.
Il sogno? Uno spazio — non un negozio — dove creare nuovi pezzi, dove le persone possano provare, combinare, portare i propri capi preferiti da trasformare. Un luogo aperto anche ad altri artisti, dove la moda torni ad essere un atto collettivo e vivo.